La Biennale

Palermo, la 2ª Biennale Internazionale d’Arte fa registrare il record nell’affluenza di pubblico.

Migliaia di visitatori, curiosi e appassionati, per un evento che vanta più di 800 presenze artistiche internazionali.  

Dopo il successo del suo debutto nel 2013, la Biennale d’Arte Internazionale di Palermo, ideata da Sandro Serradifalco ed organizzata da EA EDITORE, dona alla città di Palermo due settimane di arte ai massimi       livelli. Il percorso espositivo si è arricchito di due prestigiose location, che vanno ad aggiungersi al Loggiato San Bartolomeo e al Teatro Politeama, già protagonisti della prima edizione: il Complesso Museale Reale Albergo delle Povere, sede dell’allestimento speciale Biennale di Palermo   ARTEXPO, e l’esclusivo Palazzo Sant’Elia, indiscusso punto di riferimento artistico internazionale che ha ospitato gli artisti provenienti dall'estero, alcuni maestri italiani e la prestigiosa ed esclusiva mostra “Mario Sironi illustrazione, pittura, grande decorazione”, curata da Estemio Serri e Andrea Sironi Straußwald, promossa da Sandro Serradifalco e da Edizioni Cinquantasei Bologna. La mostra e il catalogo propongono al pubblico un’appassionante lettura del lavoro di questo straordinario artista italiano che è stato, insieme a Picasso, il grande protagonista della storia dell’arte europea del ‘900. L'esposizione accoglie ben 80 opere dell'artista, realizzate tra il 1915 e il 1961. Fin dal giorno d’apertura le sedi della Biennale palermitana hanno riscontrato un notevole flusso di visitatori. In base al numero di stampe artistiche omaggiate, gli organizzatori hanno stimato, per la prima settimana espositiva, la presenza di oltre 9000 visitatori.

Un successo da ricondursi alla formula voluta da EA EDITORE, che prevede l’ingresso gratuito per ciascuna sede espositiva, mostra di Sironi compresa. Ad aprire e chiudere l’edizione 2015 i due critici d’arte più amati dal pubblico italiano, Paolo Levi e Vittorio Sgarbi. «Quella di Palermo - afferma il critico Vittorio Sgarbi - è l'unica Biennale a cui io ho dato la mia attenzione, dopo quella di Venezia. Il mio compito in questa Biennale è di continuare a osservare, di approfondire, di stabilire se alcuni artisti potranno avere qualche certezza per il futuro. Ho ritenuto di essere l'osservatore dei rifugiati dell'arte, accolti nella Biennale di Palermo, nella convinzione che ognuno abbia diritto alla creatività. Ora, questo può anche essere esperito con altri strumenti, ma quello che io ho scelto, e dove c'è un metodo e un impegno che mi sembra molto rispettabile, anche in tempi in cui non ci sono più finanziamenti pubblici e quindi assistenze di assessorati o altro che non fanno più l'attività che facevano un tempo, è la Biennale di Palermo che io ho seguito fin qui. La Biennale di Palermo - prosegue Sgarbi - è ispirata a quella veneziana del 2011 e continua il mio impegno di allora, cioè quello di osservare un campione molto ampio di artisti, condizione che ritrovo pienamente in questa iniziativa di Serradifalco. Perché la Biennale di Palermo - aggiunge il Professore - è la Biennale della libertà, non è dei critici ma degli artisti. Nel caso di Palermo, io sono un uomo che vede, il cui nome può essere vantaggioso o utile per un artista, ma l'artista intanto è visto da molti ed esiste; e la sua esistenza è il dato primario, di quello che bisogna tutelare e difendere in nome del diritto alla creatività». Per il gran finale al Teatro Politeama, domenica 25 gennaio, un appuntamento imperdibile per gli appassionati di musica: con il concerto del celebre pianista jazz Danilo Rea, della cantante Dolcenera e l’esibizione del chitarrista Fausto Mesolella. Piero Chiambretti e Red Ronnie hanno presentato la cerimonia di premiazione. Sandro Serradifalco, soddisfatto dei riscontri ottenuti in questa seconda edizione della Biennale, dichiara: «L’arte e la cultura come happening per tutti, anche per spezzare l’offerta monotona del “divertimento di routine”. La nostra esperienza deve essere una realtà da espandere, per contrastare l’appiattimento intellettuale del nostro tempo. Soprattutto in questo momento storico, l’arte ha bisogno di spazi di massima partecipazione perché anche il grande pubblico possa prenderne parte. Da parte mia e di EA Editore, è questa la strada che ci stiamo impegnando a percorrere per gli eventi futuri, al fine di permettere a un numero sempre maggiore di persone di entrare in contatto con la dimensione dell’arte, nel modo più semplice e diretto, come momento di aggregazione sociale con le comunità artistiche.

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